
«La vita non vale niente se non vale più della vita».
(Derrida)
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Dal 10 marzo 2005
*loading* avventori.
La locanda
è sempre aperta.
A proposito del burqa, la ministra Carfagna più che assicurare pari opportunità le impone, decidendo cosa è opportuno ritenere opportuno e cosa no: non è opportuno che le studentesse islamiche decidano di indossare il burqa, ma è certamente opportuno che le studentesse non islamiche si concino e sgambettino in pieno stile vallettopoli, come lei fino a qualche mese fa, aspirando magari a passare direttamente dai banchi di scuola al bancone di Striscia la Notizia e da lì spiccare il volo, perché no, alla volta di un dicastero.
Non commento neppure le castronerie di Brunetta, ve le servo così, al naturale, riportando, alcuni stralci di un articolo apparso ieri sul sito dell'Unità:
«C'è una parte di questo paese, il 20-30-40%, che non rischia nulla. è l'Italia della rendita, dei furbi, dei fannulloni, degli amici degli amici e delle corporazioni. Una seconda Italia, un popolo minoritario, certo, ma che ha la capacità di farsi sovrappresentare come classe generale. Invece è l'Italia peggiore, opaca. E' l'Italia sporca». Il ministro per la Pubblica amministrazione e l'innovazione Renato Brunetta, interviene al seminario del pdl a Gubbio e parla di questa «seconda Italia» a «cui stiamo sulle scatole perchè gli stiamo facendo un mazzo così. E io mi onoro di essere il distruttore di questa rendita parassitaria infame».
[...] «Non voglio fare di ogni erba un fascio, ma sono i cattivi dipendenti pubblici, i cattivi magistrati, i cattivi sindacati, la cattiva finanza, le cattive banche». Sono questi, spiega, «quelli che vivono sulle spalle della prima Italia». poi il ministro spiega che, nel corso degli anni, «la sinistra si è ritrovata a difendere e rappresentare questa Italia peggiore e per me, uomo di sinistra è un dolore perchè non ci può essere sinistra che rappresenta la rendita finanziaria o dei fannulloni. Partiti di massa dalle antiche tradizioni si ritrovano ora a rappresentare la parte peggiore del paese».
[...] «Noi a questi e alle loro rappresentanze stiamo sulle scatole «perché gli abbiamo tolto l'acqua in cui notare, li stiamo facendo morire con il volto dolce della Carfagna e l'aria finta ingenua della Gelmini. Gli stiamo facendo un mazzo così».
Va bene, va bene. La mia cantina virtuale è rimasta chiusa per troppo tempo. Non è che abbia fatto a meno di Internet per tutto questo tempo, direi una bugia colossale... Come si può soltanto pensare di farne a meno? Come ci si potrebbe, per esempio, procurare una dieta informativa imparziale o per lo meno variegata, semplicemente bevendosi solo le notizie che ci propinano stampa e tv italiane?
Personalmente negli ultimi tempi ho relegato Internet alla sola funzione documentativa, ma la Rete non è certo "soltanto" un immenso archivio mondiale, dunque un impareggiabile strumento di consultazione, sorgente di informazione. La Rete è anche per vocazione una fonte di socialità (users generated contents è la vera espressione chiave per capire la rivoluzione del 2.0), e non intendo più rinunciarvi. Per questo torno a far sentire la mia voce nella blogosfera e a partecipare più attivamente ai social network: nei prossimi giorni soccomberò alle richieste di tanti amici e mi iscriverò persino a Facebook... lo scorso settembre mi ero ripromesso di non cedere a quella che credevo una moda del momento (e che reputo meno allettante rispetto ad altri network meno generalisti come ad esempio Anobii). Ma si sa, i propositi di fine estate sono sempre da prendere con le molle! Internet è la salvezza di chi vuole (e sa come) ricercare la verità, o almeno ritagliarsene una che sia in grado di comprendere e di condividere.
Anche quest'anno sarò un "fedele servitore dello Stato": sono stato convocato per fare il Presidente di seggio in una sezione della mia città natìa. Ed è la sesta volta. Anche se posso vantare l'assenza di voti contestati nelle precedenti esperienze, l'incarico più che inorgoglirmi ogni volte mi preoccupa: ci saranno sicuramente anche stavolta situazioni complesse da gestire. Speriamo che le armi dell'imparzialità, della e della cordialità nei rapporti interpersonali, del rispetto delle regole possano dimostrarsi vincenti ancora una volta.