
«La vita non vale niente se non vale più della vita».
(Derrida)
giovy81 in UN REALITY SULLA TRA...
aitan in UN REALITY SULLA TRA...
giulio78 in AUTORITRATTO ;)
meriggio in VALZER CON BASHIR
jeneregretterien in AUTORITRATTO ;)
oliver2000 in CONSIDERAZIONI PRELI...
jeneregretterien in COMINCIO LA FISIOTER...
aliante80 in COMINCIO LA FISIOTER...
veraslobosky in COMINCIO LA FISIOTER...
oggi
maggio 2009
aprile 2009
marzo 2009
febbraio 2009
gennaio 2009
dicembre 2008
novembre 2008
ottobre 2008
settembre 2008
luglio 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
luglio 2005
giugno 2005
maggio 2005
aprile 2005
marzo 2005
febbraio 2005
settembre 2004
100 gocce di valium
aitan
aleph17
almost
anygel
aporia
ariachiara
artemisia80
bellallegria
bukaniere
calzinospaiato
clarbalÃ
esteticanestetica
giulio78
glieah
grainne
guerny
honey03
inchiostro rosa
ioegiordano
jeneregretterien
klimt77
kurtemalnkavat
layla
little flower
loPadrone
meriggio
mianonnaincarriola
musicology
nuvola viola
oliver
perduta mente
roquentin
smag
sognoviola
sorrysorry
spikette
tortora
tras-volare
Dal 10 marzo 2005
*loading* avventori.
La locanda
è sempre aperta.
Anche quest'anno sarò un "fedele servitore dello Stato": sono stato convocato per fare il Presidente di seggio in una sezione della mia città natìa. Ed è la sesta volta. Anche se posso vantare l'assenza di voti contestati nelle precedenti esperienze, l'incarico più che inorgoglirmi ogni volte mi preoccupa: ci saranno sicuramente anche stavolta situazioni complesse da gestire. Speriamo che le armi dell'imparzialità, della e della cordialità nei rapporti interpersonali, del rispetto delle regole possano dimostrarsi vincenti ancora una volta.
Scarpe da trekking, jeans e camicia a quadri, in testa il berretto con la mitica penna: questo è l'identikit della maggior parte delle persone che girano in questi giorni per la città di Latina, eletta meta della 82^ Adunata nazionale degli alpini. Un afflusso di 300 mila persone in una città di circa 120 mila abitanti.
Tutti gli spazi verdi della città, compreso quello di fronte casa mia, sono stati adibiti a campeggio per alpini: di notte da un paio di sere a questa parte mi addormento con i canti d'accompagnamento alle loro memorabili bevute.
Latina deve parte della sua fondazione agli alpini, impiegati nell'opera di bonifica durante il ventennio fascista. Di solito non ho una particolare devozione per i corpi militari, ma per gli alpini nutro una certa simpatia, forse dovuta in gran parte ad un fumetto di Topolino che lessi da bambino, negli anni Ottanta. Devo ammettere che i giovani alpini in cui mi sono imbattuto ispirano decisamente meno benevolenza dei reduci e dei più anziani, invadenti sì, ma con stile.
Grazie ai soldi che questo evento ha portato nelle casse del Comune molte opere di riqualificazione sono state portate a termine. Dunque benvenuti, alpini.
Il Quartiere di Pratolini è uno di quei romanzi che vorresti non terminassero mai. Sublime. Uno di quei romanzi che vorresti poter scrivere un giorno, conscio di non averne la capacità, la freschezza, la profondità.
"Non rompete!" ha esclamato all'indirizzo dei soffocanti cronisti il Presidente della Repubblica in visita agli sfollati del terremoto in Abruzzo, ma pochi Tg hanno mandato in onda la sequenza (alla faccia del diritto/dovere di informazione, valido fino a che non si rischia di compromettere l'immagine della categoria). Effettivamente ne ho visti fin troppi in questi giorni di casi in cui la voglia di informare (che nel giornalismo televisivo rima troppo spesso con la voglia di mettersi in mostra) è stata anteposta al sacrosanto dovere di rispettare il dolore di tanta gente. E' vero, gli altri, quelli che guardano senza essere stati coinvolti direttamente dalla tragedia, nutrono un interesse sincero per la vicenda, vogliono sapere per partecipare della sofferenza di chi sta vivendo quell'inferno (io stesso ho molti amici aquilani coinvolti: "fortunatamente" per loro hanno subito "solo" danni materiali più o meno ingenti, ma si sono salvati). Ma non bisogna esagerare. Il monito di Napolitano giunge a proposito. Ne facciano tesoro tutti i giornalisti venuti a L'Aquila a caccia di scoop.
Non parliamo degli atti di sciacallaggio: la sola idea mi infuria più della stessa calamità naturale. Sciacalli non solo sul territorio aquilano, ma anche online: ci sono troppe raccolte, pensate alle tante iniziative di dubbia provenienza su Facebook: il rischio è quello come minimo di disperdere i fondi, quando non di dirottarli deliberatamente nelle tasche degli organizzatori.
E poi, altri segnali di follia in questi giorni: ho saputo addirittura di gite scolastiche organizzate nei luoghi del terremoto! Ma a che pro? Non solo si intralciano i soccorsi, ma si fomenta un gusto malsano che mi spaventa: spettacolarizziamo tutto, perdendo di vista i valori umani, le vite implicate, le conseguenze sulle persone. Si rischia di far diventare le tendopoli aquilane la nuova location dell'ennesimo reality show dalle tinte forti. Bestiale.
Ho appena finito di leggere la graphic novel di "Valzer con Bashir". Non ero riuscito a vedere il film ma gli amici che erano andati al cinema me ne avevano parlato come di un capolavoro ed ero interessato anche ad approfondire una pagina per me piuttosto oscura degli anni Ottanta.
Così quando due miei carissimi amici sono venuti a trovarmi a casa e mi hanno regalato l'albo a fumetti l'ho gradito particolarmente! Quello del fumetto è un linguaggio che con quello filmico ha meno punti in comune di quanto si possa pensare, ha dalla sua il pregio di essere più intimo. E' raccapricciante pensare a quante «inutili stragi» sono state perpetrate anche sul finire del '900, a molti anni di distanza dalla macchia indelebile della Shoah. La storia narra dell'eccidio di centinaia di palestinesi inermi compiuto dai falangisti cristiani libanesi in reazione all'uccisione del loro capo, Gemayel Bashir. Eccidio avvenuto sotto gli sguardi e con il placet dell'esercito israeliano.
Oggi penso a zone come il Darfur ed è un colpo ancor più forte constatare che neppure l'umanità del XXI secolo sia immune da crimini ripugnanti contro se stessa.
